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Salute

La salute è quanto di più prezioso possiedi. In questa sezione vogliamo offrirti informazioni di natura medico/farmaceutica, con la massima cura delle fonti e un linguaggio semplice.

È il nostro migliore amico: proteggiamolo dal colpo di calore

Fine luglio. Potremmo dire “piena estate”. Il caldo è arrivato, e si è fatto ben sentire. Piccola correzione: si fa ancora sentire. Chi ne soffre maggiormente è ovviamente chi rimane in città, e non parliamo solo di noi esseri umani, ma anche e soprattutto dei nostri cari amici a quattro zampe. Il cane è il migliore amico dell’uomo, così lo descriviamo da sempre. E proprio perchè si tratta di un vero amico, è di lui che vogliamo parlarvi in questo articolo: come possiamo proteggerlo dal caldo estivo? 

Prima di rispondere a questa domanda, però, proviamo a capire in che modo il sole può essere dannoso. 

Esiste una grave condizione patologica legata al sole e al caldo estivo: l’ipertermia, detta comunemente colpo di calore, che può avvenire quando l’animale è esposto a:

  • temperature ambientali e umidità elevate
  • scarsa ventilazione
  • situazioni di eccessivo stress

Quello che succede è questo: il sistema di termoregolazione dell’animale non è più in grado di mantenere la temperatura corporea entro i limiti fisiologici e quest’ultima si innalza sino a 41–43°C. Bisogna considerare che la “temperatura canina" è 38,5-39°C. Ci mettono quindi pochissimo a surriscaldarsi e ad arrivare alle temperature indicate sopra. Il problema è però che i cani sono incapaci di dissipare il calore tramite la sudorazione e lo fanno ansimando: abbiamo tutti in mente l’immagine del poveretto a bocca aperta che respira affannosamente. In quel momento esatto il nostro amico sta cercando di introdurre aria più fresca dall’esterno per favorire l’evaporazione del calore dalle vie respiratorie superiori. 

Più la sua temperatura interna aumenta più il cane diventa irrequieto, cercando di mostrarci la sua sofferenza. E quando l’ipertermia peggiora, quali potrebbero essere i sintomi? 

L’animale, oltre ad ansimare affannosamente, potrebbe perdere bava dal naso e/o dalla bocca. Da qui un peggiorare in crescendo: fatica a restare in piedi, gengive bluastre o molto rosse a causa dell’insufficienza di ossigeno e infine stato di incoscienza e coma fino ad arrivare, purtroppo, alla morte. 

Lo aveva spiegato solo qualche anno fa Marco Melosi, presidente dell'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), parlando con Adnkronos Salute “Il rischio di un colpo di calore si verifica quando le temperature sono troppo elevate e non c’è ricambio d’aria. In questi casi infatti la respirazione a bocca aperta diventa insufficiente per abbassare la temperatura corporea. E l'unico rimedio è rovesciare acqua addosso all'animale". 

Ma non basta ovviamente. “Poi bisogna portare l'animale dal veterinario il più presto possibile e farlo bere spesso ma senza esagerare: bere troppo può provocare vomito", aggiunge Melosi.

Quali situazioni, dunque, possiamo evitare per tenere i nostri animali al sicuro, riparati dal caldo?

Importanti suggerimenti arrivano direttamente dal Ministero della Salute e ve li elenchiamo qui sotto: 

  • non lasciate i cani legati in luoghi esposti alla luce solare diretta
  • assicuratevi che gli animali abbiano sempre a disposizione dell’acqua fresca
  • evitate di portarli a spasso nelle ore più calde della giornata
  • non lasciate mai il cane in auto. MAI 

Mai ci teniamo a sottolinearlo noi e vi spieghiamo anche il perchè. Anzi, ce lo ha spiegato il veterinario Enrie Ward, della Carolina del Nord. In un suo video esplicativo, caricato nel suo canale YouTube, ha voluto mostrare quanto sia pericoloso e sofferente per i cani rimanere anche per poco tempo chiusi in auto, sotto il sole cocente.  

In piena estate si è chiuso per circa 30 minuti in auto, monitorando continuamente la temperatura e descrivendo le sensazioni di disagio e soffocamento che provava. 

Dopo mezz’ora la temperatura monitorata superava i 47°. Il tutto con i finestrini leggermente abbassati, che quindi permettevano un piccolo ricircolo d’aria. 

I sintomi descritti da Ward comprendono iper-sudorazione, vertigini e ansia per il desiderio di abbandonare la vettura. 

E se lui lo ha descritto come un vero e proprio inferno, pensiamo ai poveri cani: come detto sopra, infatti, il loro organismo non gli permette di sudare. Quindi, se noi riusciamo a resistere ad una situazione del genere non senza rischi e pericoli, i poveri animali rischiano seriamente di andare incontro alla morte. 

Sembrerà quindi banale dirlo, ma possiamo e dobbiamo evitare ASSOLUTAMENTE che questo avvenga.

Insomma, così come loro farebbero tutto pur di difendere noi padroni da rischi e pericoli, noi dovremmo fare tutto e il massimo per prenderci cura di loro. 

Bibliografia: