donna immersa nella natura

Benessere

Quando parliamo di benessere intendiamo il raggiungimento di un pieno equilibrio fisico, psicologico ed emotivo. In questa sezione vogliamo offrirti piccole pillole per migliorare la qualità della tua vita. Tocca a te scoprirle.

Finalmente il sole. Occhio alle creme solari però.

Giugno, finalmente è arrivato. È il mese del sole e il primo dell'estate.
Chiudono le scuole, inizia il primo caldo e le città, piano piano, iniziano a svuotarsi.

È ora di partire. Valigia pronta: asciugamani, costumi, qualche cambio...
E la crema solare? Se ancora non ci avete pensato, aspettate a chiudere il borsone.
Vi vogliamo dare qualche informazione in più per guidarvi all'acquisto.

Proviamo subito a rispondere a questa domanda: quale crema solare scegliere e in base a quali caratteristiche?

Il primo aspetto da considerare è il fattore di protezione solare (SPF), ovvero un numero, presente sulla confezione, che indica la capacità di difendere la pelle dalle radiazioni UVB, raggi ultravioletti che vengono assorbiti dalle cellule dell’epidermide nonché i principali responsabili, in caso di esposizione prolungata, di eritemi, scottature, rossori e anche ustioni. L’SPF, preferibilmente, dovrebbe essere compreso tra 30 e 50+ e va scelto in base al proprio fototipo di pelle. Quando parliamo di fototipo intendiamo una classificazione, determinata in base alla qualità e alla quantità di melanina presente nella pelle, che segnala le reazioni che la cute mostra dopo l'esposizione al sole. In base al colore della carnagione e a quello dei capelli in dermatologia esistono 6 fototipi. Vi interessa sapere a quale fototipo appartenete? Rispondete a queste domande e lo scoprirete.

Non dobbiamo però proteggere la nostra pelle solo dai raggi UVB, ma anche dagli UVA, raggi ultravioletti che contribuiscono in minor modo all’abbronzatura e alla comparsa di eritemi e scottature ma accelerano il processo di invecchiamento cutaneo. È qui che entra in scena la seconda importante caratteristica: assicuratevi sempre che sulla confezione della crema ci sia il simbolo di un cerchio che contenga la sigla UVA.

La commisione europea, col documento Raccomandazione della commisione sull'efficacia dei prodotti per la protezione solare e sulle relative indicazionidel 2006, ha infatti stabilito che i prodotti per la protezione solare devono proteggere tanto dai raggi UVB quanto da quelli UVA. Benché il fattore di protezione solare si riferisca unicamente alla protezione dai raggi che causano l’eritema, vale a dire principalmente dai raggi UVB, i prodotti per la protezione solare dovrebbero pertanto garantire una protezione dai raggi UVB non meno che UVA.

Ma arriviamo al tasto dolente: i componenti. Vi siete mai chiesti da cosa è composta la crema solare? Può sembrare una domanda di poca importanza, ma non lo è. In effetti pensateci un momento: i solari vengono applicati direttamente sulla nostra pelle! Proprio per questo è essenziale sapere cosa contengono e come influiscono gli ingredienti sulla nostra salute.

La risposta è arrivata dalla FDA americana (Food and Drug Administration) non molto tempo fa. La FDA sta infatti aggiornando le linee guida che i produttori di creme solari dovranno seguire per dimostrare che gli ingredienti che le compongono siano sicuri e affidabili.

Nel documento sono stati presi in esame i 16 principi attivi attualmente esistenti nelle creme oggi presenti sul mercato e di questi solo due, l'ossido di zinco e il biossido di titanio, sono risultati "GRASE" ovvero “Generally recognized as safe and effective”, tradotto “Generalmente riconosciuto come sicuro ed efficace”. Invece i cosiddetti PABA, acronimo di acido para-amminobenzoico, e il trolamina saliciclato non hanno superato il test "sicurezza", mentre gli altri 12 avrebbero "dati di sicurezza insufficienti per effettuare una determinazione GRASE positiva in questo momento". Prima di dare delle direttive obbligatorie ai produttori però, l'FDA vuole comunque approfondire le analisi.

Ma, immagino vi chiederete, cosa fa sì che alcuni ingredienti vengano definiti sicuri per la nostra salute e altri no? Cerchiamo di spiegarlo.

Innanzitutto è bene precisare che i principi attivi che compongono le creme si suddividono in due categorie: filtri fisici e filtri chimici e differiscono per il meccanismo d'azione. I filtri fisici si posizionano esternamente alla nostra pelle e costituiscono una vera e propria barriera per i raggi UV, riflettendoli come degli specchi. Quelli chimici, invece, sono molecole che vengono assorbite dalla nostra pelle e per la loro struttura chimica assorbono la radiazione UV. Nei filtri fisici rientrano l'ossido di zinco e il biossido di titanio, mentre in quelli chimici i restanti 14, citati poco fa. Ecco che la risposta è quindi chiara: non sono considerati sicuri proprio perché una volta assorbiti entrano nel nostro organismo ed entrano in circolo nel nostro sangue.

Ed è proprio quello che è emerso dallo studio della FDA pubblicato sulla rivista JAMA. Gli autori hanno preso in esame 24 adulti sani che si sono applicati sulla pelle 2 mg di crema, lozione o spray sul 75% del corpo 4 volte al giorno per 4 giorni. Ad ognuno sono poi stati prelevati 30 campioni di sangue in una settimana. Il risultato è stato che i principali filtri chimici utilizzati nelle creme di uso comune (avobenzone, oxybenzone, ecamsule, octocrylene) in meno di 24 ore da quando la crema è stata applicata, erano arrivati al flusso sanguigno e, in alcuni casi, vi sono rimasti per sette giorni. Il fattore davvero preoccupante, però, è la concentrazione nel sangue di queste sostanze: quasi sempre, infatti, la presenza di questi principi attivi superava la soglia stabilita dalla FDA.

Per il momento però, ancora non si conoscono i reali danni che queste sostanze possono arrecare al nostro organismo. Proprio per questo Janet Woodcock, direttore del Centro per la valutazione e la ricerca sui farmaci della FDA, ha detto "È importante che, man mano che questo sforzo normativo progredisca e la FDA raccolga ulteriori informazioni scientifiche, dati i benefici riconosciuti per la salute pubblica dell'uso della protezione solare, i consumatori continuino a utilizzare la protezione solare in combinazione con altre misure di protezione solare ".

"Per garantire che questo sforzo abbia successo, la FDA sta cercando di raccogliere i dati necessari per garantire che i prodotti commercializzati al fine di offrire protezione dagli effetti del sole siano sicuri e mantengano queste promesse."

Dunque, quale crema solare possiamo comprare per stare sereni, proteggerci e goderci il sole?

Per andare sul sicuro potreste affidarvi alle creme solari biologiche, composte da filtri fisici. L'unico contro che potreste riscontrare è avere è la pelle un po' bianca. Come detto prima, infatti, i filtri fisici non vengono assorbiti dalla nostra pelle: quello che si crea è quindi un vero e proprio residuo bianco. Effetto "tedesco al sole", per intenderci.

Ma amici miei, detto tra di noi, cosa importa? Siete in vacanza. Relax e godetevi la tintarella.

Bibliografia: